Oggi c’è sciopero, sciopero generale, sono rimasta a casa perché tanto non c’era nessuna RER che mi portasse all’Università e ho deciso di approfittare della giornata.
Sembra domenica, una domenica ancora più pacifica delle altre perché in giro non ci sono neanche gli autobus…è uscito il sole, il mio sole freddo, fa freddissimo, tanto che cappelli, guanti e sciarpa non mi bastano, ma resisto, voglio godermi la luce: oggi è un giorno speciale, da oggi diventa reale quello che sogno da un anno e mezzo, il desiderio che esprimo ogni volta che trovo una ciglia sul mio viso, da oggi aspettare avvicinerà solo il giorno in cui non dovrò più aspettare, fra un paio di mesi la metà della mia anima mi raggiungerà a Parigi…per restarci!
Sulle strade decine di biciclette, decine di Velib’, decido di avviarmi a piedi alla mia cartoleria preferita, ma fortuna vuole che passi davanti a una stazione dove qualcuno ha appena rimesso il suo Velib’…è MIO!!
Inforco gli occhiali e il mio mondo flou si arricchisce di dettagli che di solito non vedo e sfreccio verso la mia destinazione…no, in realtà non sfreccio, me la prendo mooooltooooo comoda, ho imparato a prendermela comoda.
Parcheggio il bolide e mi infilo nella cartoleria dove vengo sommersa da matite, evidenziatori e quaderni…ho sempre adorato le cartolerie, mi comprerei tutte le cagate che vendono…ed esco con 3 di queste!
Il contrasto interno/esterno è sempre traumatico, ma il mio fedele fazzolettino di carta mi segue imperterrito nella tasca del giubbotto per sopperire ad eventuali smoccolamenti. E via! Verso nuovi orizzonti con un altro Velib’ (oggi ho troppo culo! Ce n’è sempre uno che mi aspetta solo soletto alla stazione!).
E qui faccio una scoperta eccezionale, di quelle scoperte che puoi fare solo se giri a piedi o, appunto, in bicicletta: decido di prendere una stradina sulla sinistra per fare prima, il nome mi ispira, “Passage de la main d’or". Come se avessi attraversato uno stargate mi ritrovo in un’altra dimensione: ci sono tantissimi passaggi a Parigi, ognuno con una sua identità, ma pochi sono quelli dove sembra veramente di essere altrove. La stradina scorre tortuosa per unire due grandi boulevard, è tutta di sampietrini e la mia bici soffre (anche il mio sedere a dire il vero!), a destra e a sinistra piccole casette in pietra che si aprono su minuscoli cortili, nessun rumore, solo quello della mia bicicletta…poi sbuco nel Faubourg Saint Antoine e tutto riprende un’immagine familiare, sono ancora a Parigi, fa ancora freddo, ma ho deciso che la nostra nuova casetta sarà nel Passaggio della mano d’oro!

3 commenti:
vedi che anche io leggo il tuo blog ;)
in quel passage c'è un ristorante buono, economico, genuino deve ti devo portare. per festeggiare!
bacio
Si si si si, portamici!!
Così approfitto per fare il giro dei portieri e scovare un 2pièces! :)
che grande ele!
deve essere bella adesso parigi senza traffico...
le domeniche sono cosi anche qui...
ela cosa strana e' che la domenica a modena si riconosce...il pranzo e' da domenica, i miei genitori sono da domenica, pure l'aria e' da domenica...
spero che tutto questo non mi manchi troppo quando saro' a parigi!
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