Una finestra aperta su Parigi, accanto al cimitero monumentale di Père Lachaise…proprio a Père Lachaise il film comincia e finisce, scena iniziale e scena finale…monito? Predizione? Trabocchetto?Una finestra all’angolo di un ultimo piano, un terrazzo, e un uomo che guarda, un uomo malato che non sa se morirà oppure no…un uomo che visto che sta perdendo la sua, si nutre delle vite degli altri, delle altre storie, di Parigi. Scopriamo allora con lui il professore Luchini, che mi ricorda sempre di più Moretti nei suoi attacchi depressivi e completamente isterici; la boulangère cattiva dentro e gentilissima fuori (io ho sempre avuto paura delle boulangères parigine, ma nessuno mi ha mai veramente creduta), la studentessa della Sorbona e i tassisti raleurs.
Riscopriamo con quest'uomo (Roman Duris) tutti i tic di questa città enorme, magnificente, perfetta…e in cui la gente è così sola: lo seguiamo fino alla fine, senza mai sapere che fine farà.
Film pluriel, musica magnifica...un bel regalo per tutti i feticisti di Parigi, con tutti i suoi difetti e le sue meraviglie.

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