martedì 2 settembre 2008
Salentu, lu mare, lu sule, lo ientu... e bello è l'ammoore e cci lu sape ffà!
Stamattina un’enorme torta al cioccolato mi aspettava tronante sul tavolo della colazione. Stamattina ho spento una candelina rosa su quella torta nera.
Oggi, 26 Agosto 2008, ho 30 anni. Da oggi non posso più dire a quelli che me lo chiedono che ho “quasi” 30 anni, ne ho proprio 30! E sono contenta di averli, non tornerei ventenne neanche sotto pagamento, viva il ’78 e viva tutta la schiera di gran gnocche che ha saputo sfornare… e qui parlo di tutte le mie amichette che un mese dopo l’altro di questo 2008 stanno arrivando al traguardo.
E dove li passo i miei 30 anni? Nella Grecia italiana, nella terra del sole e della pizzica, nel tacco dello stivale, nella terra delle friseddhe e delle pittule… aaahhhh… le pittule… è nato un grande amore tra me e queste palline di pasta (di pane?) frittissime, con dentro quello che vuoi o con sopra la nutella, un piattino estivo e facile da digerire in queste giornate di caldo, allietate dal tipico ientu salentino, questa brezzolina che soffia incessante e in ogni dove e che ogni tanto, soprattutto in spiaggia, si trasforma in vere e proprie tempeste di sabbia!
Io che con i salentini ho convissuto per i primi miei mesi parigini, finalmente vivo in prima persona questo luogo non luogo, questa regione che Italia non è… è Salentu! Questa lingua sonora, divertente e per me così affascinante, queste ddh e queste tch impossibili da riprodurre.
E allora vai con il mare cristallino, gli scogli e la sabbia bianca! Anche se il mio amore sviscerato per Creta mi rende meno entusiasta verso questi colori pertanto magici.
E vai con le sagre! Lì c’è da avere veramente paura, tutta la disorganizzazione del sud e del sole si esprime in queste feste di paese che a volte mi fanno rimpiangere la sagra dello spaghetto di Casacastalda… e ho detto tutto!
Ma vale la pena di soffermarsi un attimo sul concetto di sagra salentina.
L’architettura della tipica sagra del Salento è composta di uno spazio appositamente adibito (cioè dove non passano le macchine, tutto qui) in cui sono sparsi vari stand, ogni stand confeziona deliziosi manicaretti che però sono difficilissimi da raggiungere. Per accedere ai manicaretti bisogna pagare e per pagare bisogna andare alla cassa: a parte il concetto di fila che a partire dal Lazio verso il sud nessuno sembra conoscere, la cosa più “divertente” è il sistema di pagamento. Facciamo un esempio.
Prendo 1 pittula (3€), un primo (4€), due vini (due volte 1,50€) e mi ritrovo in mano ottocento fogliettini con su scritto 1€, 0,50€, 2€, che in una strana combinazione mi formano il totale della mia cena, ma guai a invertire l’ordine della combinazione dei bigliettini altrimenti ci si troverà ad uno stand con troppi soldi, il cibo, ma senza resto, e a un altro stand con pochi soldi e senza cibo!
Vorrei solo aggiungere che alla Sagra del Pesce fritto di Santa Maria di Leuca i nostri uomini hanno rischiato di morire in mezzo a una rissa per una vaschetta di calamari fritti… vabbé!
Ma se sul palco della sagra sale un gruppo di pizzica, tutta l’amarezza e il terrore per aver rischiato la morte per una pittula scompaiono e lasciano spazio ai salti, al sudore e ai tamburelli indiavolati: e qui la sagra salentina acquista un milione di punti sulla sagra dello spaghetto in cui l’unico ritmo indiavolato è quello della mazurca!
Pizzicarella mia, pizzicarella!! Ogni essere presente si mette a suonare un tamburello o, mani sui fianchi, a resistere al corteggiamento danzato del compagno di ballo: gonne che girano, mani che si alzano, fazzoletti che sventolano e ricadono sulle teste dei prescelti... dopo due pizziche noi siamo completamente sudati e sull'orlo di un infarto mentre i salentini intorno a noi (compresi i bambini) continuano imperterriti a saltare, ma come fanno?
E giungiamo così alla Notte della Taranta a Melpignano, un paese piccolo piccolo in cui una volta all'anno, ad Agosto, costruiscono un palco grande grande e arriva tanta tanta gente freakkettona a ballare la pizzica sulla terra e l'erba…
…ma al di fuori dell'enorme palco e della terra, nel cuore di Melpignano, sotto la luce rosata del tramonto riflessa sulla pietra chiara salentina, abbiamo assistito con la pelle d'oca al concerto degli Adria, un violoncello/voce/accordéon/clarinetto sconosciuti che hanno trasformato la piazzetta del duomo in un vortice di suoni.
…ma al di fuori dell'enorme palco e della terra, i Radiodervish in fondo e sui maxi schermi e Betta dall'altro capo del filo: quel giorno compie 30 anni anche lei e questo è il mio regalo per lei…
E poi la cena a casa di Dario la sera del mio compleanno, Lecce piena di luci per la festa di Sant Oronzo, e corriamo dietro alla banda che va velocissima, Otranto fighetta, racchiusa nel suo castello, e un artista di strada che ci fa morire dal ridere, i chilometri in macchina di giorno e di notte, le grigliate di pesce a casa, e vino vino vino, le vespe/cavallette che ci fanno visita ogni sera alla stessa ora, il baretto sugli scogli, il limoncello e il Gibbò (e noi davanti all'entrata, al chioschetto sfigato, a prendere in giro i buttafuori), i tuffi dagli scogli, io guardo mica mi butto, il carotone e i pesci impertinenti che attaccano i piedi!
Pizzicarella mia pizzicarella, lu caminatu tou pare ca balla.
A du te pizzicau ca nu se scerne, sutta lu giru giru te la suttana…
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1 commento:
auguriiii
anche se in ritardo valgono lo stesso?
evviva evviva...io tra poco ne faccio ben 31 :-)
la taranta è spassosissima...io sono ormai 3 anni che inseguo il mitico Sparagna in giro per il mondo, dalla cina all'italia...
bacii
ale
http://kissingafool.ilcannocchiale.it/
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